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La follia e la differenziazione del vizio.

Secondo esegesi biblica la follia corrisponde alla perdita della saggezza e in tale articolo esaminiamo proprio il giudizio come giudizio soggettivo-oggettivo ed autoanalisi dovuto alla elaborazione anche del concetto di follia sia come giudizio collettivo o sociale in merito alla follia mentre nel testo di Focault della storia della follia assistiamo per ragioni non evidenti storicamente ad un eventuale capovolgimento di giudizio e follia, ossia in questo analizziamo la follia come una delle forme non esclusiva non della punizione religiosa ma della punizione divina senza condannare o condannando Focault ed il sapere come il voler sapere. Il giudizio o è soggettivo o è collettivo e relazionale ma la colpa è esclusivamente soggettiva e quindi esaminando la relazione tra dottore e folle secondo una analisi religiosa della follia dovremmo tenere conto di tale separazione tra giudizio quale comune nel senso di oggettivo e follia quale condanna da parte o del sociale o dell’oggettivo in quanto neutro ma bisogna anche considerare la follia come non sapere che equivale ad una sorta di tentativo di dispensare dalla colpa e dunque se il giudizio è collettivo nel senso di sociale o singolo secondo una data differenziazione del concetto di collettività si potrebbe parlare di una data estensione della specificità del giudizio quale soggettivo che può essere fuorviante e fuorviata o mediata, e con ciò come giudizio fuorviato mi riferisco ad una analisi della storia della follia di Michael Focault che rappresenta una data parzialità e convergenza o divergenza dello storico sull’attuale storico rispetto cui bisogna chiedersi se per la colpa la questione non è simmetrica e convergente alla perfezione di sè e del giudizio ovvero alla pena inflitta dal sociale al pochi si salveranno, la perfezione non esistendo nell’uomo ovvero esistendo solo la perseveranza nel vizio o nella follia ma come perdita della via e della saggezza cui apre l’opposto e il limitrofo di ciò che consegue alla equiparazione non sapere e follia, ovvero assenza di colpa ma ovviamente in taluni casi come anche non perserveranza nel bene e nel male che apre di nuovo alla ricollocazione del giudizio quale oggettivo e soggettivo e della colpa come soggettiva. In ciò dunque si deve considerare anche la lucidità razionale del dottore, ovvero la estensione e la estendibilità del suo sapere che implica che lo strumento della elargizione della follia di cui egli dispone che egli classifica sulla base di classificazioni ulteriori e libere a sua disposizione e di esso come dottore e quale indicativo di una forma di punizione ma particolare perchè riguarda il giudizio come anche la logicità e facilità del vizio che è collocabile da un lato e dall’altro. Si sottolinea che la follia è indicativa ma non costituisce un dogma religioso ovvero analizzando Baudelaire la stessa può essere ricercata come arteficio e come prova di sè ovvero come una cosa procurata con propria arte perfettamente o imperfettamente legittima. Da ciò si sviluppa una equiparazione di giudizio in quanto soggettivo e di colpa quali ed ugualmente soggettivi ma la vita è anche relazionale e fatta di arte come artefici non giudicabili se non nell’ottica del bene e del male e se intendiamo la follia come perdita della saggezza dobbiamo intendere ciò anche quell’ in forma procurata. Il che porta a dati equilibri ed ad una data analisi che si limita a statuire la parzialità di tale strumento dell’Onnipotente per via dell’Onnipotente stesso e che porta alla condanna della moneta di Cesare secondo messaggio evangelico ovvero all’amare il prossimo come non propriamente limitrofo comandamento ma non solo ovvero porta alla equiparazione etimologica di giudizio e colpa e collettività,rendendo colpevole la collettività e non il singolo ovvero ad una correlazione di logica, parola e follia, equiparazione che va in una duplice direzione ovvero si muove nella direzione della bocca savia e della parola stolta, ovvero della furbizia e del pane dei poveri e ricorre dunque ad una forma duplice del riferirsi ovvero è una equiparazione che è in relazione ma differentemente al collettivo come relazionale e al soggettivo come relazionale ma ciò residua un ulteriore esame sulla follia come dono o come pena come affermazione valevole perchè introdotta in relazione allo scire e al peccare e al non scire e peccare senza saperlo o immaginarlo ovvero come conseguenza si ottiene per lo meno la sospensione del giudizio rispetto a ciò che si può determinare ovvero il capovolgimento della follia che è una delle possibili forme della follia stessa come collettiva e non singola e come capovolgimento di un ordine in ragione del pochi sono prescelti ma ciò però porta nello stesso tempo la verità di un esistenzialismo religioso e difficile del soggetto che è la sua verità e la sua pertinenza come giudizio, e la sua assenza è la sua colpa ma non la sua stigmatizzazione per via della chiara necessità di una sospensione del giudizio. Occorre dunque distinguere tra Vecchio e Nuovo Testamento ed occorre riportare il Salmo biblico dove il Signore afferma di valutare il peso di follia e sapienza e ciò deve essere tenuto presente in tale condanna della follia tenendo presente anche il passo evangelico dove Gesù Cristo afferma Beati coloro che non sanno ciò che fanno che può essere un eccesso o un difetto della conoscenza di Gesù e che rimane una affermazione vera per quanto vero è il tempo di tale ignoranza. Da ciò la discrepanza e la sottolineatura per via della relazionalità del giudizio quale collettivo o sociale e soggettivo ovvero in tale generalità della relazione si colloca il determinismo della colpa risultante dalla generalità del collettivo come nel caso della croce. Analizzando poi le patologie da un punto di vista religioso anoressia e bulimia si legano molto al vizio del cibarsi come avidità del bulimico ed opposta e forse più complessa situazione dell’anoressico maggiormente ideativo e meno meccanico, maggiormente resistente ed è questo il suo particolarismo religioso rispetto al bulimico ovvero maggiormente resistente come concreto e credente ma questi fattori sono stati esaminati differentemente in altre opere ed ad esse sono in relazione. Con tali due patologie comunque siamo nel campo organico ovvero di relazione all’organico, alla materia, al materialismo, come rifiuto o accettazione e ingurgitazione avida e superba, all’organico perchè in relazione alla nutrizione e alla sua forma quale contenitore, ma siamo anche in campo mentale ma per la bulimia si tratta di un parziale limitato oppure no e dico questo mentre in altra direzione Camus analizza la lucidità della follia nel senso del sadismo ovvero analizza anche la generalità del collettivo e la particolarità del soggettivo anche nella eventuale necessità di cura e ciò secondo il proprio orientamento di scrittore e comunque di determinante e determinativo soggetto a colpa o esenzione da essa. Si crea dunque una demarcazione tra soggettività e collettività ovvero tra giudizio dell’ordine dei medici e giudizio di follia ed ancora tra uno e molti rispetto ad un giudizio che è sottoposto a una forma di duplicità ed ad una dualità utilizzando tali due termini in modo differente, dove si inserisce nella lucidità non una assenza di colpa secondo Camus ovvero si inserisce sempre una dialettica bene e male, ovvero non si può mai giungere ad una soluzione che neghi che la follia è solo uno dei particolari strumenti di cui il Signore si avvale, che contiene ovviamente degli ulteriori, ovvero Camus intuisce il capovolgimento della follia criticando Michael Focault, ne ravvede la contraddizione ed oppone alla follia la lucidità. La dualità e la soggettività della colpa appare dunque una relazione ristretta e non come ristretta ma anche come generale può essere la piaga della follia come abbiamo visto accadere differenti volte storicamente. Anoressia e bulimia sono mali concreti e legati alla concretezza per molteplici ragioni e in molteplici direzioni mentre altri mali sono legati ad altri aspetti maggiormente ideologici da cui si deduce dovrebbe porsi una relazione di vizio e follia, oltre che di sola follia e che comunque come giudizio è parziale anche per via di esegesi biblica e questo rispetto ad un esercizio del vizio riconosciuto e sociale che va nell’ordine della sanità e della lucidità del vizio, ovvero della naturalità e naturalezza del vizio. L’autismo procedendo cosi ad una differenziazione di vizio e follia riguarda l’orientamento e la isteria la immaginazione e la autoproduzione ideativa ed entrambi possono essere analizzati nell’ottica del bene e del male ma trattasi di differenti forme della patologia o della follia ma anche no che riguardano sempre la ideazione e la prassi o il concreto, la concretezza, il concretismo. Ovvero l’autismo riguarda la relazione di orientamento e ideazione mentre l’isteria ha una maggiore relazione alla resistenza e reiterazione ideativa ovvero porta ad una questio di differente collocazione rispetto cui se ne dovrebbero studiare le evoluzioni soggettive onde giungere ad una forma di umile giudizio. Sembrerebbe necessario scindere le patologie di follia in ideazione e concresi e ciò è fatto differentemente ma in modo legittimo e meno con Jung nei Tipi psicologici. L’orientamento autistico comunque varia in conformità o difformità al rimando ai sensi in senso heideggeriano ricordando il vivere per la morte e lo stagno di Narciso. Il movimento ne è involto e colpito in via evolutiva secondo i gradi di patologia. E’ legato alla ideazione e alla reazione alla ideazione ed occorre fare una scissione tra prassi e teoria o ideazione. Esso si orienta a favore della prassi sulla teoria essendo meno orientato o essendo maggiormente orientato a livello prassico. Per via prassica infatti incide sul movimento e se ne distinguono gradi ma sembra evidenziarsi un rapporto ossessivo perchè in relazione a principi anche religiosi di rifiuto della ideologia come espressione religiosa. L’ossessione è il primo criterio non visibile o visibile, manipolabile a livello transferale che richiede un accertamento della condizione ed il criterio qualificato come peggiore o migliore deve essere posto in relazione al degenerativo ovvero in relazione ai principi di strutturazione e destrutturazione anche in quanto introiettati o esteriorizzati. L’esteriorizzazione non esclude la introiezione ma vi è possibilità di reiterazione dell’esteriorizzazione a livello transferale. L’isteria invece presenta una maggiore ambivalenza ed ambiguità, ovvero fuggevolezza onde classificarla in base al principio religioso. L’anoressia, riprendendo di nuovo, corrisponde a un rifiuto e la bulimia ad una situazione di avidità ovvero sono maggiormente che l’isteria legati ad avidità e sua assenza-presenza in opposto come rifiuto della vita sembrerebbe ovvero nel caso della anoressia sia alla presenza che alla assenza di avidità e superbia, ma sia bulimia che anoressia possono riguardare una accusa o un rifiuto dell’accudimento secondo un criterio sempre biblico secondo cui la colpa dei padri ricade sui figli. Anoressia e bulimia riguardano una relazione di prassi e ideazione che implica un continuum ovvero un rapporto temporale e materiale che possono susseguire reattivamente e che implicano un deficit sulla loro collocazione e sulla colpa della collocazione come del desiderio di sua assenza e nello stesso tempo corrispondono maggiormente ad un livello di reattività religiosa presente o assente, punto ove si colloca la ambivalenza di catalogazione religiosa o meno. La follia viene interpretata volgarmente come perdita della via ovvero perdizione prima e dannazione dopo i quali due corrispondono a due gironi estremi secondo la costruzione volgare di una data situazione medievale. Tale situazione è descritta nella Storia della follia di Micheal Focault. In quel periodo per via religiosa fu introdotta una inquisizione della follia che poi ha portato alla costruzione dantesca a livello volgare e di Dostojeskj a livello russo ovvero secondo ulteriori tradizioni letterarie. Tutti i vizi sembrerebbero comunque giungere per via di una strana equazione ad avidità e superbia ovvero come dice Camus ad una certa lucidità che esprimerebbe la collettività e la relazione di parola savia e bocca stolta con ulteriori estensione al pane dei furbi o al pane dei poveri. Fattori da analizzare religiosamente e che comunque sono i maggiormente evidenti in una analisi della follia che non è un continuum ma dipende dalla collocazione temporale e da altri fattori perchè potrebbe parlarsi di follia anche a proposito dell’erotomania.

Domenico Petrilli 09-03-1974