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La forma di idolatria del denaro e le sue relazioni teologiche

stack of different euro banknotes

Del denaro lo stesso Marx parlò poco ma comunque parlò della relazione di terra e produzione identificando la alienazione del proletario nel prodotto del lavoro e non del denaro come posticipazione e meta e come fine del tendere, ovvero il denaro come ambizione, come posizione e collocamento, e come oggettificazione di una alienazione del proletario nel prodotto, termine generico, del suo lavoro, condizione in cui si configura una scelta del proletario tra alienazione del lavoro ed alienazione del proprio fine , del proprio tendere, e quindi della limitazione utile o non utile del proprio essere posta o dalla fabbrica o dal potere, e rispetto a tale fattore io parlo di alienazione del proletario nell’oggetto del suo lavoro identificandolo nella usurpazione secondo quanto Locke scrive del suo lavoro, come prolungamento rappresentato dal prodotto, dell’io dell’operaio e come prima sostituzione del denaro ad esso quale valore di scambio e commercio, ovvero genericamente come relazione e sistema della relazione, condizione che porta alla equiparazione- controllo di coloro che vivono la medesima condizione, la quale può in realtà essere o materiale o psicologica, quale distinzione utile ad una scelta ed ad una libertà ovvero il denaro come medium o mezzo attraverso il lavoro è la prima identificazione al prodotto del lavoratore che sintetizza in modo semplice e schematico la visione di Karl Marx che viene rinforzata o spostata sulla posticipazione del lavoro ovvero sul fine-lavoro, sull’accumulo di piacere e sulla presenza del dolore, e sulla neutralità del denaro che porta come oggetto e non come soggetto ad una oggettificazione del denaro, ad una sua idolatria, ad un suo essere idolo quale fine che nasconde un soggiogamento e una sottomissione ovvero sulla loro azione della prima e della seconda alienazione anche come forma della manipolazione del lavoratore e della sua sottomissione ad una identificazione che diviene sociale come detto o a-sociale, folle e non folle, secondo anche quanto racconta Focault nella Storia della Follia ovvero sottomissione o libertà, libertà e suo prezzo, isolamento ed eremitismo ovvero lotta di se stesso con se stesso rispetto al sociale e alla sua relazione ad un isolato o ad un eremita, fattori rispetto cui si deve considerare quale prezzo, condizione e moneta il fatto che Nietzsche da folle o lucido dice che la società è la comunione dei più deboli contro i più forti ovvero tale è un fattore che deve tenersi presente nella follia e nel suo superamento, ovvero nella follia e nella sua imposizione in forma opposta alla imposizione delle mani come avviene nei miracoli secondo una dialettica che può cogliersi nella interposizione delle parole quale sopra esposta fino a giungere a quella che Nietzsche chiama immagine della vanità del santo, dell’eremita o del presunto ovvero dello pseudo anche come forma falsa e religiosa di opposizione a quella che è la dialettica parimenti dell’asociale e dell’eremita secondo una configurazione che deve di nuovo spostarsi sulla immagine della vanità del santo come lotta e non come falsità ma che comunque tiene conto della sofferenza patita ma dovendosi necessariamente individuare la motivazione di tale non sottomissione se dipendente dal bene o dal male la cui equiparazione similitudine determina un paradossale pari livello ma questo anche a livello teosofico e pari livello anche di quella che chiamiamo prima forma della alienazione che poi si tramuta nella seconda forma di alienazione o idolatria rappresentata dal denaro come sostitutivo della relazione, come scopo, come fine e dunque come alienazione che giunge fino alla perdita del potere nella logica della sottomisione e del soggiogamento ovvero seconda di rinforzo e di soggiogamento e sottomissione secondo un gioco altamente psicologico e condizionante e secondo il progredire delle società e della relazione uno-molti, ovvero secondo quella che Marx chiamava la dialettica dei mezzi di produzione con la società, in cui il proletario è identificato in Marx secondo facente parte di una oggettificazione quale merce e mezzo di produzione, il primo negativo e il secondo utile ma a chi?. Il denaro diviene per ciò stesso non solo relazione ma relazione alienata ovvero relazione di gruppo e di variegazione di sottomissione e sottoposizione ad una forma od ad una formula quasi infernale di manipolazione e soggiogamento da parte del potere o del re.

Domenico Petrilli 09-03-74